Skip to navigation Skip to navigation Skip to search form Skip to login form Vai al contenuto principale Skip to accessibility options Skip to footer
Skip accessibility options
Text size
Line height
Text spacing

Interventi Blogi di Francesco Liguori

NIS2: la cybersecurity diventa una competenza essenziale per ogni organizzazione
NIS2: la cybersecurity diventa una competenza essenziale per ogni organizzazione

La Direttiva NIS2 segna un passaggio decisivo nel modo in cui aziende, enti e organizzazioni devono affrontare la sicurezza informatica. La progressiva integrazione di strumenti digitali, ambienti cloud, piattaforme online, sistemi gestionali, fornitori ICT e infrastrutture connesse ha reso la cybersecurity un fattore determinante per garantire continuità operativa, tutela dei dati, affidabilità verso il mercato e capacità di reagire in modo efficace agli incidenti. 

Per molto tempo la sicurezza digitale è stata considerata un ambito prevalentemente tecnico, affidato al reparto IT o a consulenti specializzati. Oggi questa visione appare troppo limitata, perché un incidente informatico può generare conseguenze che coinvolgono l’intera organizzazione: blocco dei servizi, interruzione delle attività, perdita o compromissione di informazioni, danni reputazionali, responsabilità normative e impatti economici rilevanti. 

La NIS2 nasce proprio per rafforzare il livello di cybersicurezza nell’Unione Europea e promuovere un approccio più maturo alla gestione del rischio digitale. Il suo obiettivo è spingere le organizzazioni a prepararsi meglio, adottando misure tecniche, organizzative e procedurali capaci di prevenire, gestire e contenere gli incidenti. La sicurezza informatica diventa quindi un sistema di responsabilità, processi e competenze, non più soltanto un insieme di strumenti tecnologici. Firewall, antivirus, backup e sistemi di monitoraggio restano importanti, ma devono essere inseriti in un modello più ampio, fondato su governance, formazione, consapevolezza, gestione degli incidenti e controllo della supply chain digitale. 

Uno degli aspetti più rilevanti della Direttiva NIS2 riguarda l’ampliamento del perimetro delle organizzazioni interessate. Molte realtà che in passato potevano percepire la cybersecurity come un tema distante sono oggi chiamate a valutare con maggiore attenzione il proprio livello di esposizione e la propria capacità di risposta. Settori essenziali, servizi digitali, infrastrutture critiche, fornitori e imprese con ruoli rilevanti nelle catene del valore devono comprendere che il rischio cyber riguarda la stabilità dell’intero ecosistema in cui operano. La sicurezza di una singola organizzazione dipende sempre più anche dalla sicurezza dei partner, dei fornitori e dei soggetti con cui scambia dati, servizi e infrastrutture. 

La gestione del rischio è il cuore della NIS2. Le organizzazioni devono essere in grado di identificare i processi critici, valutare le vulnerabilità, proteggere sistemi e dati, definire ruoli e responsabilità, formare il personale, predisporre procedure di risposta agli incidenti e assicurare la continuità operativa. Questo richiede un cambiamento culturale oltre che organizzativo. La cybersecurity non può essere percepita come un’attività occasionale o come un adempimento da gestire solo in prossimità di controlli e scadenze. Deve diventare parte integrante del modo in cui l’organizzazione lavora, decide e si protegge. 

La NIS2 richiama anche l’importanza della gestione degli incidenti. Rilevare un’anomalia, classificarla correttamente, attivare le figure competenti, comunicare in modo tempestivo e ridurre gli impatti richiede preparazione. La rapidità e la qualità della risposta possono fare la differenza tra un evento circoscritto e una crisi aziendale. Procedure chiare, persone formate e flussi decisionali definiti permettono di reagire con maggiore efficacia quando si verifica un problema. La preparazione agli incidenti diventa quindi una competenza organizzativa, non una semplice capacità tecnica. 

Un altro tema centrale riguarda i fornitori ICT e la supply chain digitale. Le aziende dipendono sempre più da servizi esterni: software, cloud, piattaforme, data center, consulenti, outsourcer e partner tecnologici. Questa dipendenza genera efficienza, ma introduce anche nuovi rischi. Un problema presso un fornitore può avere effetti diretti sull’organizzazione cliente, interrompendo servizi, compromettendo dati o rallentando processi essenziali. La NIS2 invita quindi a guardare alla cybersecurity in modo esteso, includendo la valutazione e il monitoraggio dei fornitori critici all’interno del sistema di gestione del rischio. 

In questo scenario, la formazione assume un ruolo decisivo. Le tecnologie di sicurezza funzionano meglio quando le persone comprendono il proprio ruolo nella protezione dell’organizzazione. Molti incidenti nascono da comportamenti inconsapevoli: email di phishing, password deboli, uso improprio di strumenti digitali, mancata segnalazione di anomalie, gestione superficiale dei dati o scarsa attenzione ai fornitori. La consapevolezza diffusa riduce il rischio e rende l’organizzazione più reattiva. Formare manager, dipendenti, funzioni IT, compliance, risk management, HR e procurement significa costruire un linguaggio comune e favorire una cultura della sicurezza realmente condivisa. 

Affrontare la NIS2 significa compiere un salto di qualità nella gestione della sicurezza digitale. La conformità normativa rappresenta il punto di partenza, mentre il vero obiettivo è costruire organizzazioni più solide, più consapevoli e più resilienti. La cybersecurity oggi riguarda la continuità operativa, la reputazione, la fiducia dei clienti, il rapporto con i fornitori e la capacità di competere in un mercato sempre più digitale. Le organizzazioni che sapranno investire in competenze saranno più preparate ad affrontare rischi, obblighi e trasformazioni future.

 

  
Scroll to top